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All’ADD, in sala Blu, l’ologramma del ministro Giorgetti

Un dito vindice puntato “sull’esclusivo utilizzo della leva della regolamentazione in Consiglio Ambiente".

In pochi hanno assistitito al primo dibattito degli Spitzenkandidat in vista delle elezioni europee. Sui 400 milioni di elettori europei, si stima che le visualizzazioni dell’incontro siano state 250mila. Roba da vellicare la pancia anche al più derelitto degli influencer.
A Maastricht, il 29 aprile, i canditati dei principali gruppi europei, si sono scontrati sui “temi chiave” del voto: Green deal, guerra tra Israele e Hamas, la migrazione, l’intelligenza artificiale e Tik Tok.
Un’ora e mezza di schermaglie per dire poco o nulla di realmente dirimente, probabilmente perché, in base al trattato di Lisbona, il prossimo Presidente potrebbe non essere tra gli Spitzenkandidat. Su questo argomento non si può escludere nulla, neanche l’ipotesi che viene fatta su Mario Draghi. Ipotesi formalmente accettata da molti leader politici, ma che di certo non soddisfa tutti. Un avvio in sordina, dunque, per una campagna elettorale che si chiude con il dibattito Eurovision del 23 maggio nell’emiciclo dell’Eurocamera a Bruxelles, con questo numero ormai chiuso da un paio di giorni.
Più vicino a noi, il 14 maggio nella Sala rigorosamente Blu dell’Automotive Dealer Day, si è palesato l’ologramma del Ministro Giancarlo Giorgetti. Una breve registrazione, 7 minuti e 43 secondi per dire che “l’automotive è stato l’emblema di come si sono, o meglio, di come non si sono fatte le politiche industriali nell’Unione europea negli ultimi 10 anni”. Un j’accuse che cita in giudizio la Presidenza di Jean-Claude Junker e quella di von der Leyen, entrambi in lista Ppe. Un dito vindice puntato “sull’esclusivo utilizzo della leva della regolamentazione in Consiglio Ambiente, unito alla negazione delle conseguenze sociali e industriali”. Ma anche che, mettendo in luce qualità cerchiobottistiche, “nessuno mette in discussione la determinazione a conseguire gli obiettivi di transizione ecologica e di decarbonizzazione del settore dei trasporti, ma proprio la serietà degli obiettivi imporrebbe una strategia organica e senza scorciatoie”.
E poi Giorgetti ha sostenuto che occorrerà sfruttare le clausole di revisione del Green deal previste per il 2026 per “ridisegnare il percorso”.
Su questo tema, tornando agli Spitzenkandidat, Bas Eick-hout (Verdi europei) ha affermato: “Il Green deal è partito bene, ma siamo solo all’inizio di questa maratona. Per fare in modo che il programma abbia un seguito dobbiamo investire in una nuova economia e dobbiamo essere competitivi”.
Per Nicolas Schmit (Pse), “il cambiamento climatico va veloce e sarebbe un grave errore rallentare, non si possono immaginare pause, ora bisogna solo essere coraggiosi su ciò che è stato già deciso. Tuttavia le nostre azioni devono essere socialmente eque e giuste”.
Per von der Leyen: “Il cambiamento climatico è stato oggetto di approfonditi confronti dai quali ne è scaturita una legge. Oggi l’Europa è leader in tecnologie pulite. Ancora una volta, oggi c’è bisogno di protezione climatica, competitività economica, e equità sociale”.
Dal canto suo, Giorgetti ha auspicato che sin da subito l’automotive possa diventare pilastro della competitività europea. Per fare questo, con un balzo logico in ambito nazionale, il ministro ha dichiarato che “serve costruire opportunità provando a collocare l’industria italiana sulla frontiera tecnologica. Il nostro sistema produttivo ha un potenziale inespresso e la necessità di recuperare terreno”.
Magari considerando anche tutte le difficoltà di fare impresa nel nostro Paese.
Sulla materia incentivi, in via di attuazione, ma inattivi per 4 mesi dall’annuncio con le gravi ripercussioni commerciali di cui tutti sappiamo, “la priorità non è stanziare le risorse, quanto spendere in modo efficace”. Un riferimento questo all’auspicato – ormai da anni – aggiornamento della fiscalità per il settore.
Infine il problema che l’elettrificazione porterà alle accise dei carburanti. Ma tranquilli, “non si tratterà necessariamente di una riduzione del gettito, ma sicuramente di una sua significativa traslazione. È un ambito su cui il Mef ha cominciato a lavorare anche in considerazione dell’aggiornamento della normativa europea sulla tassazione dei prodotti energetici”, ha detto.
Da queste colonne, per ironico spirito di servizio, non resta che suggerire una tassazione al chilometro per la mobilità del futuro.

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