Anche febbraio è negativo: -6,3%. Settimo calo di fila. L’elettrico conferma la quota al 5%
Mese da mettere in evidenza per il Noleggio Lungo Termine: febbraio pone fine alla lunga serie negativa subìta dal canale con una crescita a due cifre dell’11,1%.
Febbraio non dà segni. Tutto si ripete con stanchevole caparbietà. Al pari di gennaio, con una giornata di vendita in meno, il mercato italiano dell’auto nuova subisce una flessione tendenziale del 6,3% con un targato di 138mila unità. Un risultato, tenuto conto dell’effetto calendario sfavorevole su un 2024 che fu bisestile, che si avvicina di molto alla parità, ma che di certo non brilla per floridezza. Le cause di questo infecondo andamento restano saldamente ormeggiate al molo dell’indice di fiducia delle imprese che a febbraio, secondo Istat, ha subìto una contrazione di quasi un punto percentuale in tutti i comparti. Anche il clima economico di febbraio è diminuito per il consumatore privato. Cosa, quest’ultima, in qualche modo certificata dalla struttura del mercato del mese. Secondo i dati diffusi da Unrae, infatti, i Privati hanno perso l’11,2%, insieme con 2,8 punti di quota. Un comportamento che si allontana dall’andamento dei mesi passati, quando il canale è sempre riuscito a fare meglio del mercato. Non altrettanto male le Società che nel mese si ritrovano con una contrazione del 4,6%. Mese da mettere in evidenza per il Noleggio Lungo Termine: febbraio pone fine alla lunga serie negativa subìta dal canale con una crescita a due cifre dell’11,1%, ottenuta esclusivamente dalle Captive, capaci di far segnare un incremento del 66,3%. Con questo contributo la quota del mese torna al di sopra del 20%, con il 24% netto. Al contrario, Breve Termine ancora fortemente negativo, dopo il -23% di gennaio, a febbraio le 9.880 unità immatricolate portano una flessione del 17,2%. Si smorza un poco anche l’apporto delle autoimmatricolazioni. La quota del 9% è data da un targato di 12.400 vetture, in calo tendenziale del 9,7%. Nelle alimentazioni, l’auto elettrica migliora del 38,2% consolidando al 5% la rappresentatività; con Tesla sempre leader in volumi nonostante un calo del 54,5%. Torna la crescita per le Plug-in, a febbraio progresso del 31,9% e quota al 4,5%. Tra le marche, a febbraio Dacia scala in terza posizione della graduatoria a vantaggio di Toyota, mentre nel bimestre rimane seconda dopo Fiat. Nel cumulato ora si contano 271.638 autovetture, in calo del 6,1%.
Anche febbraio è negativo: -6,3%. Settimo calo di fila. L’elettrico conferma la quota al 5%
Febbraio non dà segni. Tutto si ripete con stanchevole caparbietà. Al pari di gennaio, con una giornata di vendita in meno, il mercato italiano dell’auto nuova subisce una flessione tendenziale del 6,3% con un targato di 138mila unità. Un risultato, tenuto conto dell’effetto calendario sfavorevole su un 2024 che fu bisestile, che si avvicina di molto alla parità, ma che di certo non brilla per floridezza. Le cause di questo infecondo andamento restano saldamente ormeggiate al molo dell’indice di fiducia delle imprese che a febbraio, secondo Istat, ha subìto una contrazione di quasi un punto percentuale in tutti i comparti. Anche il clima economico di febbraio è diminuito per il consumatore privato. Cosa, quest’ultima, in qualche modo certificata dalla struttura del mercato del mese. Secondo i dati diffusi da Unrae, infatti, i Privati hanno perso l’11,2%, insieme con 2,8 punti di quota. Un comportamento che si allontana dall’andamento dei mesi passati, quando il canale è sempre riuscito a fare meglio del mercato. Non altrettanto male le Società che nel mese si ritrovano con una contrazione del 4,6%. Mese da mettere in evidenza per il Noleggio Lungo Termine: febbraio pone fine alla lunga serie negativa subìta dal canale con una crescita a due cifre dell’11,1%, ottenuta esclusivamente dalle Captive, capaci di far segnare un incremento del 66,3%. Con questo contributo la quota del mese torna al di sopra del 20%, con il 24% netto. Al contrario, Breve Termine ancora fortemente negativo, dopo il -23% di gennaio, a febbraio le 9.880 unità immatricolate portano una flessione del 17,2%. Si smorza un poco anche l’apporto delle autoimmatricolazioni. La quota del 9% è data da un targato di 12.400 vetture, in calo tendenziale del 9,7%. Nelle alimentazioni, l’auto elettrica migliora del 38,2% consolidando al 5% la rappresentatività; con Tesla sempre leader in volumi nonostante un calo del 54,5%. Torna la crescita per le Plug-in, a febbraio progresso del 31,9% e quota al 4,5%. Tra le marche, a febbraio Dacia scala in terza posizione della graduatoria a vantaggio di Toyota, mentre nel bimestre rimane seconda dopo Fiat. Nel cumulato ora si contano 271.638 autovetture, in calo del 6,1%.
Chi non ha immaginato che il Concessionario sarebbe stato sostituito dalle piattaforme digitali e dalla vendita diretta?