Nonostante le sanzioni imposte dall’Occidente dopo l’invasione dell’Ucraina, automobili straniere continuano ad affluire in Russia grazie a un sistema di esportazioni indirette che passa principalmente attraverso la Cina. I veicoli, prodotti da marchi europei, giapponesi e coreani, vengono venduti a intermediari cinesi o a società di Paesi terzi e successivamente riesportati verso il mercato russo. Questo meccanismo consente di aggirare le restrizioni senza violare formalmente i divieti diretti imposti da Unione Europea e Stati Uniti. Il fenomeno ha contribuito a mantenere una certa disponibilità di modelli stranieri in Russia, anche se spesso a prezzi più elevati a causa dei costi aggiuntivi e dei rischi logistici. Allo stesso tempo, la Cina ha rafforzato il proprio ruolo centrale come hub commerciale e ha aumentato la propria quota nel mercato automobilistico russo, approfittando del ritiro di molti costruttori occidentali.
Chi non ha immaginato che il Concessionario sarebbe stato sostituito dalle piattaforme digitali e dalla vendita diretta?


