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Canali di vendita “in house” verso i commercianti, il 2024 conferma il trend di crescita delle aste digitali

Il top publisher, lo scorso anno, ha pubblicato 7.491 vetture, a fronte di una media nazionale di 2.055 vetture.

In questo numero, l’Osservatorio Web Industry si è occupato di valutare lo stato di salute delle vendite B2B effettuate attraverso i canali privati di aste online.

Il campione analizzato fa riferimento a Dealer nazionali, con un focus sulle performance più significative e sulle dinamiche di mercato che ne influenzano l’andamento. Il grafico 1 mostra una crescita lineare delle vetture “promosse” attraverso il proprio canale di aste, segno dell’importanza che, sempre di più, riveste il dotarsi di un canale di comunicazione e di vendita, verso i commercianti, “in house”, costruito su misura delle proprie esigenze strategiche. Una spinta resa ancora più necessaria in un contesto in cui, negli ultimi anni, si è assistito a un fenomeno diffuso di overstocking, con una sovrabbondanza di vetture ferme nei piazzali che ha imposto ai Dealer una maggiore efficienza nei processi di dismissione. Il secondo grafico mette in evidenza come, negli ultimi 5 anni, l’andamento delle auto “aggiudicate” abbia registrato una media quinquennale di “venduto” superiore al 65%. Media che diventa vicina al 70% qualora si escluda lo scostamento anomalo di trend registrato nel 2023.

Balzano all’occhio le consistenze relative al top performer in chiave di numero di vetture promosse in asta. Il top publisher, lo scorso anno, ha pubblicato 7.491 vetture, a fronte di una media nazionale di 2.055 vetture. Il top seller ha venduto 4.422 vetture contro una media nazionale pari a 1.139 vetture, evidenziando un modello di gestione particolarmente efficace e replicabile, che può rappresentare un utile benchmark per l’intero comparto.

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