Luca de Meo, Ceo di Renault, ha avvertito il Premier spagnolo, Pedro Sánchez, del grande impatto produttivo in Spagna nel 2025 se non viene incentivata la vendita di veicoli elettrici nell’Ue.
Il Presidente di Acea, durante l’incontro a La Moncloa, ha avvertito che le fabbriche spagnole di veicoli potrebbero essere “tra le più penalizzate” nel 2025, subendo importanti riduzioni nella produzione, se le aziende automobilistiche saranno costrette a diminuire le vendite di modelli a combustione, che rappresentano il 95% della produzione nazionale, a causa della scarsa accoglienza di elettrici sul mercato, per rispettare la normativa CAFE sulle emissioni ed evitare multe fino a 20 miliardi di euro.
Il Ceo del Gruppo Renault ha ricordato a Sánchez che, se le immatricolazioni di auto a emissioni zero dovessero rimanere ridotte il prossimo anno, l’industria automobilistica potrebbe trovarsi costretta a tagliare il montaggio di circa 2,5 milioni di veicoli a combustione per evitare multe stimate tra i 15 e i 20 miliardi di euro, a seconda delle eccedenze di emissioni rispetto al limite di 93,6 grammi di CO₂ stabilito dalla normativa comunitaria.
In uno scenario di riduzione dell’attività nel continente, equivalente al volume produttivo di sette fabbriche, il dirigente italiano, accompagnato dal presidente di Anfac, Josep María Recasens, ha comunicato che le fabbriche spagnole potrebbero essere “tra le più colpite”, dato che attualmente producono principalmente modelli termici e ibridi (94,6% delle 1.794.685 unità prodotte fino a settembre).
Per evitare tali impatti, considerando improbabile che Bruxelles accetti la richiesta di Acea di posticipare di due anni l’obiettivo ambientale, de Meo ha sottolineato la necessità di incrementare di almeno 500.000 unità le vendite di elettrici nell’UE nel 2025, considerando uno scenario stabile di mercato. Fino a settembre, le immatricolazioni complessive sono cresciute dello 0,6%.
Per raggiungere questa quota, il presidente dell’Acea ha chiesto a Sánchez di istituire incentivi diretti all’acquisto di veicoli, come avviene in Francia, per attrarre i consumatori. Secondo Acea, con un contributo di circa 6.000 euro per veicolo nei diversi Paesi, servirebbe una spesa pubblica europea di circa 3 miliardi di euro, confrontata con le possibili sanzioni fino a 20 miliardi o la riduzione produttiva di 2,5 milioni di veicoli, con conseguente perdita di posti di lavoro e ricchezza.
In Spagna, con il programma Moves III attivo fino al 31 dicembre, i privati possono ricevere fino a 4.500 euro per un’auto a zero emissioni, che diventano 7.000 con rottamazione (con incrementi del 10% per disabili o residenti in comuni con meno di 5.000 abitanti), oltre a una partecipazione obbligatoria di 1.000 euro da parte delle Case produttrici. Il problema è che, per riscuotere l’incentivo, i beneficiari possono aspettare fino a più di due anni.
Il Governo sta lavorando a un nuovo schema di incentivi per il 2025, più efficiente dell’attuale Moves III, affinché i fondi siano erogati subito all’acquisto. Fonti dell’Amministrazione avvertono tuttavia che ci sono “limitazioni” per il Governo nell’adozione di un nuovo programma che includa uno sconto diretto all’acquisto.
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