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Gennaio cresce a 2 cifre, gli incentivi da metà marzo

I nuovi incentivi accoglieranno le richieste di estendere l’Ecobonus a importo pieno a tutte le imprese, di aumentare l’entità dello stesso, di riportare al 2024 i fondi inutilizzati nel 2022 e, nel corso dell’anno, quelli del 2023.

Il vero volto del mercato, gennaio 2024: 141.946 immatricolazioni, così come comunicato da Unrae. Un mercato che torna a mostrare la crescita a due cifre (+10,6%), dopo la frenata di dicembre dovuta principalmente all’effetto attesa generato dagli incentivi. Su questo tema, dal tavolo automotive convocato per oggi dal MIMIT si apprende che nuovi incentivi accoglieranno le richieste – a partire da metà marzo e quindi con il concreto rischio di blocco del mercato – di estendere l’Ecobonus a importo pieno a tutte le imprese, di aumentare l’entità dello stesso, di riportare al 2024 i fondi inutilizzati nel 2022 e, nel corso dell’anno, quelli del 2023.
Il mercato, si diceva, prende forza dalla giornata lavorativa in più rispetto a gennaio 2023, un mese tutt’altro che brillante, va ricordato. Come già annunciato, nel ’24, probabilmente, avremo modo di commentare numeri al netto dei rallentamenti legati all’offerta e dunque espressione più attendibile della domanda sottostante. Domanda che, tra le altre cose, appare condizionata dalle restrizioni monetarie che continuano a trasmettersi al mercato del credito. Stando ai primi numeri di quest’anno le proiezioni non appaiono in grado di suscitare un motivato compiacimento estensibile al futuro, con cifre di volume di poco al di sotto di 1,5 milioni di autovetture immatricolate, non molto per sostenere l’intero meccanismo distributivo. Ma restiamo sui dati e sull’analisi per utilizzatore. I Privati chiudono un buon mese, raggiungendo una quota del 61,1% e crescendo al pari del mercato. Deboli le Società: le poco più di 8mila targhe portano un incremento del 7% con quota stabile. Non brillante anche il Noleggio Lungo Termine che, dopo il crollo di dicembre, ritrova il segno più ma si ferma a un incremento del 4,8% con una quota più modesta a quella realizzata nel ’23. Molto bene il Breve Termine, crescita a tre cifre e conquista di 3,1 punti percentuali di quota. Infine la notizia che riguarda le autoimmatricolazioni, con un calo del 5%, la quota dell’8% mostra un deciso rallentamento rispetto ai numeri storici al di sopra del 11%. Le alimentazioni, per concludere. L’elettrico si presenta nel nuovo anno con una flessione dell’11% e con una quota del 2,1%: nessuna sorpresa è solo la preoccupante attesa degli Ecobonus.

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