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Il 2022 chiude con gli indici in crescita. Per il Panel l’atmosfera generale sembra migliore

Il mercato italiano dell’automobile chiude in accelerazione un 2022 che, nel conto finale, si allinea a una delle annate peggiori degli ultimi quarant’anni, il 2013, quando si immatricolarono poco più di 1.304.000 vetture. Non è stato sufficiente, quindi, il +20,99% di dicembre, quinta crescita mensile consecutiva, per salvare in extremis un 2022 che ha mostrato due facce completamente differenti: quella catastrofica del primo semestre e quella di una ripresa quasi fisiologica nella seconda parte dell’anno, in parte favorita dagli incentivi, il cui effetto a scoppio ritardato, causato dai tempi biblici delle consegne e dagli altri fattori ormai ben noti, non ha comunque permesso il recupero finale a un anno che chiude con il -9,7% rispetto al 2021. Il Panel, dal punto di vista previsionale, in alcuni casi si è comprensibilmente mosso, nell’anno appena trascorso, con eccessiva cautela, indovinando comunque i trend del mercato e rivelandosi sempre più uno strumento prezioso per gli addetti ai lavori. I dati relativi agli ordinativi che arrivano questo mese dalle concessionarie dei nostri Panelisti profumano di segno positivo su tutti i fronti (non succedeva da più di un anno): aumentano gli ordini in concessionaria a dicembre sia tendenzialmente, +4% su dicembre 2021, sia su novembre 2022 (+4,66%) ed è positiva anche la previsione per gennaio che segna il +9,9%. Se questi dati costituiscano la scintilla di un trend di ripresa a livello nazionale è, ovviamente, troppo presto per dirlo, troppi sono i fattori aleatori che potrebbero influire prossimamente sull’economia tutta e fondamentale sarà anche il sostegno del Governo al settore in questo 2023 che si annuncia, al momento, come l’ennesimo anno interlocutorio, tanto è vero che Unrae non è andata oltre il 1.400.000 nella sua prima proiezione per l’intero esercizio. Fra gli altri dati relativi al mese di dicembre provenienti dal Panel: diminuiscono i tempi di consegna, 138 giorni (dai 161 di novembre), diminuisce il tempo necessario per chiudere un contratto, 9 giorni (da 19), rimane identica la media venditore, 8 autovetture a testa e fra le auto più vendute in concessionaria risultano Volvo XC40 e Fiat Panda. In calo i contatti, fenomeno che si ripete ogni anno di questo periodo, probabilmente dovuto alla ridotta attività lavorativa durante le feste natalizie, attestandosi a una media di 530 (dagli oltre 1.000 di novembre), in flessione anche i lead, 56 di media, ma con una alta percentuale di conversione in contratto (8,93%). Riguardo alla previsione di gennaio, mese che si confronta con gennaio 2021, anch’esso uno dei peggiori dell’ultimo mezzo secolo, con un giorno lavorativo in più a favore, il Panel si è espresso prevedendo una crescita a doppia cifra, +10,60%, evento che non si verificava da oltre un anno e mezzo, con un ricorso alle km0 inferiore al 10%. In crescita è prevista anche la percentuale delle auto ad alimentazione alternativa che, secondo le previsioni, saranno più del 43% del totale vendite del mese. 

Calma piatta quasi assoluta nel panorama nazionale degli sconti, ove tutto si muove entro il mero punto percentuale, con le auto a benzina e quelle ad alimentazione alternativa che segnano diminuzioni di ordini per -0,09 punti e di consegne per -0,62 punti. Anche le auto a gasolio chiudono quasi in pareggio, +0,09 punti. Non molto diversa la situazione al Nord e al Centro Italia con aumenti e diminuzioni di pochi decimali, mentre nel Sud/Isole tutte e tre le alimentazioni accusano cali più consistenti:-1,85 punti per le Benzina, -2,05 per le Diesel e – 2,25 per le Alternative.

Se il Diesel aveva fatto vedere qualche luce a novembre, la chiusura di anno non è stata altrettanto soddisfacente, con diminuzioni, a livello nazionale, sia riguardo alle consegne (-1,36 punti) sia agli ordini (-3,52). Pesante la situazione al Centro Italia con 16 punti di consegne persi rispetto al mese precedente e altri 11 in meno di ordinativi. Ordini in concessionaria in negativo anche al Nord, -2,03 punti, mentre non fa quasi più notizia la crescita nel Sud/Isole, tradizionale roccaforte per tale alimentazione, con aumenti di 3 punti per le consegne e di 1,75 punti per gli ordini.

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