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Il voyeur, ovvero: storia di due mondi che un giorno, forse, si incontreranno

Diciamo che un giorno, all’improvviso, qualcuno che viene da fuori, dalla vita di tutti i giorni come viene vissuta lontano dalla cerchia, più o meno ristretta, di quello che si definisce il mondo dell’automobile italiano, si trovasse nella vantaggiosa posizione di poter vedere quel mondo dal di dentro, e nel suo insieme.
Cosa vedrebbe allora il fortunato voyeur? Vedrebbe i produttori e coloro che rappresentano i produttori, gli uni e gli altri impegnati a far vendere/acquistare le automobili. Vedrebbe i concessionari, impegnati a vendere direttamente le automobili. Vedrebbe aziende e imprenditori, associazioni e federazioni e consorzi, un fiume di persone diverse ma unite da una sola bandiera, l’automobile, impegnate a marciare in ordine sparso, ognuno molto attento al filo del proprio discorso. Vedrebbe il fiume disperdersi in una miriade di singoli rivoli, tra sudore della fronte e atti di furbizia, progetti d’eccellenza e qualche bassezza, visioni illuminate e conti da fare con la fine del mese. E ascolterebbe domande alle quali non si dà risposta, promesse che rimangono inevase, obblighi, pretese, messaggi più o meno trasversali, richiami a urgenze irrimandabili (i numeri, i numeri). Spesso, incredulo, il voyeur si troverebbe ad ascoltare concetti simili fatti da persone diverse e vedrebbe come, in una maniera che gli sarebbe difficile da comprendere, pur dicendo sostanzialmente le stesse cose quelle persone non si avvicinano, ma si allontanano invece le une dalle altre. A volte, si sentirebbe un numero lui stesso. E, sopra tutto questo, il voyeur vedrebbe un’assenza, ascolterebbe un silenzio. Forti, assordanti entrambi. Un fiume riuscirebbe a farsi ascoltare, forse. Mille rivoli certamente no. Mille rivoli scorrono via, lontani da tutto. A volte perfino dall’automobile.

Ora diciamo che il voyeur, una volta uscito dal circoscritto mondo dell’automobile italiano, rientrasse nella propria vita di sempre. Dove ogni giorno avrebbe modo di guardare e ascoltare la realtà che incontrerebbe semplicemente camminando su un marciapiede, guidando, cercando parcheggio, discutendo con un ausiliario del traffico, facendo sosta ad un distributore di benzina. Leggerebbe quotidiani oppure riviste, e siccome frugherebbe spesso e volentieri dentro Internet, il fortunato voyeur, troverebbe tante informazioni che sono contenute dentro siti e blog e pagine dei social network. In italiano, in inglese, in tutte le lingue che fosse in grado di capire. Troverebbe dichiarazioni ufficiali e informazioni ufficiose, troverebbe recensioni più o meno autorevoli e/o attendibili – e saprebbe che a volte è chi le firma a renderle attendibili, ma più spesso è l’esperienza vissuta in prima persona da chi le firma a renderle tali, e dunque degne di essere ascoltate. Il voyeur vedrebbe anche le automobili, certo. Le vedrebbe muoversi nel loro ambiente naturale. Dal vivo e dal vero dove hanno vita, dove esistono. Sulla strada. Nuove, vecchie, grandi, piccole, amate, odiate, incensate, vilipese. E così facendo vedrebbe anche il pubblico dell’automobile italiano: possessori, utilizzatori, appassionati, semplici curiosi. Li incontrerebbe sulle strade, sui marciapiede, facendo sosta ad un distributore di benzina. Li incontrerebbe dentro Internet, nei siti o nei blog, intenti a cercare l’immagine più nitida, l’offerta più vantaggiosa, l’ultima e più dettagliata recensione. Parlerebbe con tutti loro, il voyeur. Li ascolterebbe, scoprendoli informati, determinati, lucidi nelle loro analisi e decisioni. Li vedrebbe per come poi alla fine davvero sono: diversi, ognuno caratterizzato dai propri gusti, ognuno con le proprie idee, i propri progetti, la propria disponibilità economica. A guardarli così, tutti diversi l’uno dall’altro, il voyeur potrebbe essere portato a dire che ha davanti mille rivoli separati, perché questo potrebbero sembrargli in apparenza; ma non lo dice: saprebbe di avere davanti mille rivoli capaci di formare un fiume che va in una sola e unica direzione. Uguale per tutti. L’automobile.
Naturalmente, il fortunato voyeur esiste davvero. È uno di quei mille rivoli che formano un fiume. Quando guarda la realtà che gli appartiene, vede suoi simili. Si sente parte di un popolo. Se deve chiedere un consiglio, è al suo popolo che si rivolge. Se deve fare quello che ha sentito definire “the customer journey” vuole farlo in compagnia di qualcuno di cui si fida. Se varca una soglia è perché ha già fatto la sua scelta, e la sola cosa che chiede è il diritto di avere quello che gli è stato detto che i suoi soldi possono comprare.
Il voyeur esiste. Ha un nome: cliente.
Vive proprio qui, e ora.
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