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Mercato Italia,novembre a -8,3%. Il futuro si gioca sulla Legge di Bilancio 2021

Con 138.405 immatricolazioni, a novembre il mercato delle auto nuove in Italia ha chiuso a -8,3% sullo stesso mese del 2019. Un mercato sostenuto ancora una volta dai privati (+12,2%) e che  poteva andare molto peggio, visto che a limitare i danni sono intervenuti il giorno lavorativo in più, l’immatricolazione nel mese di vetture vendute con incentivi prenotate prima dell’esaurimento dei fondi e la corsa dei Concessionari all’autoimmatricolazione degli stock di auto che, in base alle normative vigenti, non potranno più essere immateicolate come nuove nel 2021. Il cumulato degli 11 mesi è di 1.261.802 immatricolazioni, con un disavanzo di circa 515.000 unità (-29%) rispetto allo stesso periodo del 2019.

Allarme rosso, dunque. Oggi e in prospettiva, perché è evidente che senza interventi di sostegno efficaci, vedi il rinnovo degli incentivi che hanno dimostrato di funzionare davvero, anche in chiave di svecchiamento del parco circolante, l’orizzonte resta buio. Snodo centrale per il futuro resta la Legge di Bilancio 2021, che dovrà essere approvata entro il 31 dicembre prossimo e la cui bozza approvata dal Governo non conteneva alcun provvedimento destinato al mercato delle auto. Da metà novembre il settore, specialmente attraverso l’azione di Unrae, Federauto e Anfia, è al lavoro per porre rimedio a quella sciagurata decisione. E nel comunicato congiunto con cui hanno commentato il mercato di novembre le tre associazioni hanno continuato nella loro opera, evidenziando – ciascuna per il proprio settore specifico di competenza – i benefici degli incentivi e il danno derivante dalla loro assenza in un momento così delicato.
Così Michele Crisci, presidente di Unrae, ha sottolineato che “gli incentivi estivi hanno rappresentato certamente una boccata di ossigeno per Costruttori e indotto industriale, ma soprattutto hanno prodotto un indubbio beneficio per l’ambiente: secondo i dati resi noti da Invitalia, sono state rottamate più di 120 mila vetture delle categorie fino a Euro 4, fortemente inquinanti e poco sicure, risparmiando alle nostre città oltre 155 mila tonnellate di CO su base annua. Ambiente ed economia hanno dimostrato di poter convivere bene se le manovre sono ben fatte”. Senza dimenticare, poi, la necessità di intervenire anche sul fronte fiscale: “Auspichiamo anche una maggiore detraibilità dell’Iva per vetture aziendali, misura già in atto nei maggiori paesi europei, la cui assenza penalizza il nostro mercato perché ne riduce la competitività”.
Adolfo De Stefani Consentino, presidente di Federauto, ha richiamato l’attenzione sulla difficilissima situazione delle concessionarie che, senza un nuovo intervento di sostegno al mercato, “sono poste nella necessità di riattivare la cassa integrazione che, comunque sia, non sarà sufficiente ad arginare la perdita di fatturato oggi attestata, rispetto al 2019, su un valore medio di -25%. I dati sul ricorso alla cassa integrazione nel periodo gennaio–ottobre 2020, rispetto allo stesso periodo del 2019, mostrano un aumento del 6.000%, per un ammontare di ore autorizzate superiore a 60 milioni. Sono dati eclatanti che inducono a riflettere sul costo di un mancato intervento a sostegno dell’auto”.
Infine Paolo Scudieri, presidente di Anfia: “Le misure di sostegno alla domanda degli scorsi mesi oltre ad aver avuto un ruolo determinante per la ripartenza del mercato e per il rinnovo del parco circolante in chiave ecologica, hanno anche sortito effetti positivi sulla produzione di autovetture e componenti nel nostro Paese. Inoltre, con un mercato nazionale ed europeo ancora sotto pressione a causa della pandemia, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un sensibile incremento del ricorso alla cassa integrazione da parte delle aziende automotive, una situazione che rischia di peggiorare se non verranno attivati, nel breve, interventi a supporto della domanda che prevediamo vengano ripagati dal maggior gettito fiscale generato, e, nel medio-lungo periodo, provvedimenti che accompagnino la transizione green e digitale della filiera”.
Mercato Italia – Novembre 2020 – immatricolazioni per marca

 

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