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“L’elettrico non lo vuole nessuno”, ma la realtà è che nella disperazione anche i terroristi si pentono

Ma vogliamo solo porre l’attenzione sul ruolo nefasto e distruttivo di una informazione non corretta che ci allontana dalla realtà.

E così Allegri ha sbroccato, prendendosela con il mondo, potrebbe essere la metafora perfetta di come si va a finire in un sistema vittimistico, dove è sempre colpa degli altri, peraltro perfettamente sovrapponibile al nostro modo di fare politica.
Potrebbe essere il destino di molti nell’auto, che non colgono ancora la drammaticità del nostro caso, Paese a sviluppo demografico irreversibilmente negativo. Che lo diciamo a fare, tanto ai giovani l’auto non interessa più; e invece di restare aggrappati all’evoluzione che vuol dire anche elettrico, stiamo semplicemente fermi, non ci muoviamo, oppure, come ricorda Brecht in Galileo, facciamo come i fiorentini che pensavano di scacciare la peste agitando le raganelle.
Per fortuna che nell’auto non se la prenderanno con la stampa, codina e ansiosa di facili consensi, salvo il fatto che nella disperazione anche i mafiosi e i terroristi si pentono…
Per fortuna che arriverà Thiago… un allenatore che cambia le regole in campo e soprattutto fuori, sovvertendo ogni pronostico. In Premier League. Allena persone. Fronteggia domande difficili. Gronda imperfezione, ma lieve. Cavilla sui propri limiti, su quelli della società, dei giocatori. E vince. Fiction pura. Ma arriverà Thiago?
Quanto a noi, lo dice pure il governatore Panetta: “Da qui al 2040 il numero di persone in età lavorativa diminuirà di 5,4 milioni di unità, malgrado un afflusso dall’estero di 170mila persone all’anno. Questa contrazione della forza lavoro, a produttività invariata, si tradurrà in un calo del Pil del 13% (9% in temini pro capite)”.
Mercato non solo più piccolo ma, diciamolo, anche più povero.
Ma l’elettrico non passerà, meglio lo sterco di maiale, ops… notizie dall’America, che si era fermata… Ha titolato il 3 giugno Automotive News… “Toyota, Honda, Hyundai e Kia registrano un robusto aumento delle vendite negli Stati Uniti a maggio, mentre i veicoli elettrici guadagnano slancio”… Ma la rete di ricarica cresce a passo di lumaca nonostante un investimento di 5 miliardi di dollari (sempre AN). Non sembrano canzoni di quelli che hanno mollato. E per quanto ne sappiamo anche nell’agenda elettorale di Biden veicoli elettrici e clima sono temi ben presenti… Poi voi direte, tanto vince Trump.
Ma vogliamo solo porre l’attenzione sul ruolo nefasto e distruttivo di una informazione non corretta che ci allontana dalla realtà. La realtà, dice Velasco, non è quello che ci piace, è la realtà, quella che anche da noi ha bruciato in poche ore gli incentivi sulle auto Ev, ci ripetiamo. Non rispettare questa regola ci allontana sempre più dalla performance dei migliori, condannandoci alla marginalizzazione economica e sociale.
Spendiamo ancora due parole sugli incentivi, effettivamente qualche scherzo di dubbia etica c’è stato, ma se gli importi sono stati limitati sulla partita delle vetture Ev è anche perché, proprio a partire dai Concessionari, c’è stato tutto uno stracciarsi di vesti sul fatto che “l’elettrico non lo vuole nessuno”, evidentemente non era così, forse, senza fare gli errori di incentivare più del totale dei lavori (110% docet e non ci vuole la laurea in economia per capire che a spendere più di quanto si guadagna inevitabilmente si fallisce), ma forse era il caso di spostare tutto il peso degli incentivi sull’elettrico.
Va anche considerato quanto stia cambiando il paradigma distributivo, dove l’auto diventa un servizio, a volte l’estensione di un servizio, non solo di mobilità, magari anche energetico.
Intanto le elezioni europee sono avvenute, come sempre hanno vinto tutti, e nulla in termini di maggioranza cambierà significativamente, al più tenteranno un coinvolgimento di Meloni per assicurarsi una relazione diretta con i governi dei singoli major market.
La questione del modello di sostenibilità si sottrae quindi alla propaganda elettorale e ritorna a essere un problema da affrontare nell’interesse generale.
Si tratterà di guardare all’ambiente, alle persone e alle imprese dell’auto.
E non dimentichiamolo che la verità è che il mercato sconta tutte le difficoltà del quadro sociale e dell’economia delle famiglie, e il cambio tecnologico è l’unica vera leva per poterlo muovere in ogni caso.
Anche su questo tema occorrerebbe più verità, c’è un grande parlare di come la Cina produce energia elettrica, ma non diciamo che oggi la Cina guida la transizione green, emissioni in calo significativo. In marzo l’aumento dei consumi elettrici (+7,5%) viene soddisfatto al 90% da sole e vento (Il Sole 24 Ore, 9 giugno 2024).
Questa la verità.
Ecco perché ci piacerebbe che nell’arena delle posizioni si considerasse anche la necessità di rigenerare domanda.
Circa il mangiare. Siamo rimasti senza parola imparando che Leemann, il maestro assoluto della cucina vegetariana, abbia lasciato la cucina del suo Joia, per continuare il cammino di purificazione da monaco krismaita.
Impressionano sempre le storie di grande coerenza.
Dalla nascita della sua tavola, nel 1989, avremo pranzato da Joia tre o quattro volte, ed è sempre stato un autentico percorso sentimentale.
Alla sua salute dedico questa parentesi in cucina pensando a un piatto di spaghetti ubriachi.
Servono spaghetti, due scalogni, mezzo litro di vino rosso che abbia corpo, parmigiano, olio e sale.
Fate ridurre per qualche minuto il vino in una casseruola e intanto preparate il soffritto di scalogno in una padella con olio. Cuocete la pasta al dente, uniteli al soffritto insieme al vino e fateli andare ancora qualche minuto a fuoco vivo. Mantecate e aggiungete parmigiano grattato a piacere. Metteteci vicino un Pelaverga di Verduno, quello di Alessandria particolarmente speziato.
Take care, take care…

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