Dopo un luglio poggiato pigramente sul filo della parità, ad agosto il mercato continentale dell’auto si produce in un calo a due cifre del 16,5%. Secondo i dati raccolti da Acea presso i 31 mercati europei, le immatricolazioni di agosto sono state 755.000, poco più del risultato ottenuto nel 2022, quando si parlava di un contesto economico inasprito da crisi energetica, inflazione e costo del denaro. A due anni di distanza, se in uno slancio di ottimismo si considera la crisi energetica alle spalle, è cambiato poco. Ora, però, tra le difficoltà cui il consumatore deve fare fronte, si aggiunge l’elevato costo dei veicoli. Nel frattempo nell’Ue si è aggravata la produzione metalmeccanica con Germania, Francia e Spagna in negativo nel confronto congiunturale fra i primi due trimestri di quest’anno. Tutti questi elementi non possono che peggiorare il forecast per la fine di quest’anno, visto ora con una contrazione prossima all’1%. Va ricordato che 11 mesi fa il 2024 era dato in crescita del 6,9%. C’entra poco in tutto questo l’auto elettrica, costretta a subire un altro mese in rosso, con un calo del 36% ad agosto e del 5,5% da inizio anno, con la quota cumulata che si ferma al 14%. Nei primi 8 mesi si contano 8,66 milioni di Passenger car per un incremento che si ridimensiona all’1,7%, dal 4,4% del primo semestre.
Chi non ha immaginato che il Concessionario sarebbe stato sostituito dalle piattaforme digitali e dalla vendita diretta?


