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Maggio torna in negativo (-6,6%), nonostante le autoimmatricolazioni. Finalmente al via gli incentivi

Con 140mila immatricolazioni e un calo del 6,6%, ciò che resta è una domanda debole, sempre alle prese con le solite istanze: inflazione, costo del denaro, instabilità geopolitica.

Non dal vero volto si riconosce il mercato, ma dalla maschera che indossa. A maggio, però, il solito e avvilente travestimento fatto con il 12,5% di autoimmatricolazioni riesce a fare poco nei confronti di un mese che non può sfruttare né il taumaturgico effetto del calendario, né quello degli incentivi, i cui contributi millesimati 2024 prendono finalmente il via. Con 140mila immatricolazioni e un calo del 6,6%, ciò che resta è una domanda debole, sempre alle prese con le solite istanze: inflazione, costo del denaro, instabilità geopolitica. Un clima turbolento un po’ ovunque – per consolarci – con S&P che snellisce il rating del credito sovrano della Francia di una taglia. Per farla breve, il clima di incertezza continua a dominare la scena con i Privati che questa volta non compiono il miracolo dell’autofinanziamento, e portano un calo in doppia cifra del 10,8%. Anche le Società restano immobili e, in linea col mercato, perdono il 5,0%. Al Noleggio non resta che recitare il solito copione, con il Lungo Termine sempre in difficoltà e incapace di fare meglio di una flessione del 19%; e il Breve Termine che sfrutta la stagione favorevole con un progresso del 9,8%. Passando alle alimentazioni, maggio porta il segno più alle sole autovetture a benzina e alle full-hybrid. In negativo il Gpl (-33,2%) e il metano (-14,0%), segno meno anche per il diesel (-31,1%); in calo soprattutto l’elettrico che nel mese subisce una contrazione del 18,3% in volumi e di 0,5 punti di quota che si attesta al 3,6%. Nel cumulato le Bev ora scontano un calo del 19,8%, con la rappresentatività che va al 2,9% perdendo quasi un punto. Quanto ai singoli brand, è vistoso il calo di Fiat che cede l’11,8%, a fronte dei progressi, seppur contenuti, di Volkswagen (+3,6%) e di Toyota (+4,3%). Giù dal podio, Renault incalza crescendo del 20,6%. Nel bilancio cumulato, infine, si contano 726mila autovetture per una crescita del 3,4%, ad aprile era il 6,1%.

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