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Marzo raffredda l’Europa: -2,8%. L’elettrico perde l’11%, quota al 14,2%

Ci sono diversi fattori da considerare su questo risultato tutt’altro che tonico.

Dopo due mesi con risultati di crescita in doppia cifra, capitati dopo la scivolata di dicembre, l’Europa torna nella corsia dei numeri negativi. Nei 31 Paesi, marzo si chiude con un calo del 2,8%. Gli 1,383 milioni di passenger car immatricolate portano il trimestre a 3,39 milioni per un progresso del 4,9%. Il bimestre si era attestato al +10,8%. Ci sono diversi fattori da considerare su questo risultato tutt’altro che tonico. Da una parte quelli legati a una Pasqua molto bassa e ai due giorni di vendita in meno rispetto a marzo dell’anno scorso; dall’altra, le prospettive economiche che rimangono impegnative e l’escalation della guerra israelo-palestinese, elementi questi ultimi che mortificano la propensione all’acquisto. Tuttavia, con un ipotetico allentamento della politica monetaria, con le Case capaci di rifornire il mercato e con i prezzi dei veicoli in calo, rimangono aperte tutte le prospettive di crescita. Nella analisi per Area, a marzo l’Unione europea fa segnare una flessione del 5,2%, mentre l’Efta crolla a -27,2%. In Uk, grazie al cambio di targa annuale, si registra un aumento del 10%, con un attivo di 30mila autovetture, più della metà del passivo subìto dall’Eu. Nelle alimentazioni, le Bev perdono l’11% con quota al 14,2%, diesel -18%, ibrido +15,4%, plug-in in parità.

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