Con la visita del primo ministro Giorgia Meloni in Cina si delinea il prossimo triennio su sei linee di azione. Commercio e investimenti, finanza, innovazione scientifica e tecnologica, istruzione; sviluppo verde e sostenibile; medico-sanitario e rapporti culturali e scambi. Tutti i memorandum of understanding (MoU) sono stati siglati da Meloni e dal collega cinese Li Qiang. È ripartito anche il dialogo tra Cina e Italia, in un Business Forum che vede la partecipazione delle grandi aziende italiane. “Gli stock di investimenti diretti esteri italiani in Cina ammontano a oltre 15 miliardi di euro”, ha confermato Lorenzo Riccardi, presidente della Camera di commercio italiana in Cina. Il tavolo sugli investimenti ha approfondito le dinamiche di mercato per aumentare l’interscambio, in particolare per potenziare l’export italiano così da riequilibrare la bilancia commerciale, e per favorire le collaborazioni industriali. Un tema nel quale i grandi, presenti nel board del Business Forum Italia-Cina, possono fare da traino. Per Roberto Vavassori, Presidente di Anfia, “ci sono precise competenze di filiera presenti in Italia, e ci sono ragioni che suggeriscono un riequilibrio tra gli investimenti diretti, sin qui effettuati da aziende italiane in Cina, rispetto a quelli di aziende cinesi in Italia con un gap di circa 5 miliardi di euro da colmare. Un dato che lascia spazio alla presenza di almeno un costruttore di veicoli in Italia”.
Chi non ha immaginato che il Concessionario sarebbe stato sostituito dalle piattaforme digitali e dalla vendita diretta?


