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Mercato Italia, novembre +2,17% – ma con Nlt e autoimmatricolazioni…

L’autunno del mercato italiano delle auto nuove prosegue la propria striscia positiva continuando ad appoggiarsi su noleggio a lungo termine e autoimmatricolazioni. Novembre ha chiuso a +2,17%, in virtù delle 150.587 unità registrate (un anno fa furono 147.386), così che la flessione sugli 11 mesi del 2019 scende a -0,6% con 1.775.884 immatricolazioni – ma giova ricordare che il cumulato di gennaio-novembre 2018, vale a dire 1.786.170 targhe, comportava un significativo -6,1% sull’anno precedente.

L’analisi della struttura del mercato rileva un ulteriore calo degli acquisti da parte dei privati (82.000 unità, -14,6%), che rispetto a novembre 2018 hanno visto calare vertiginosamente la propria quota dal 64,7% al 54,1%. A sostenere il mese, come detto, sono stati Nlt e autoimmatricolazioni. Il lungo termine ha chiuso a +43,7% (con il noleggio che complessivamente è cresciuto del 40,3%, vista anche la buona performance del breve termine, a +37,9%), mentre le immatricolazioni a carico di Case e Dealer hanno segnato un +37,8%, coprendo il 17,3% del mercato del mese (e complessivamente il canale delle società è cresciuto del 26,1%).

Sul fronte delle emissioni di CO2, anche a novembre – come in ottobre – il risultato è un calo (-2,2%) con 116,9 g/km contro i 119,5 g/km dello stesso mese dello scorso anno. Rispetto a quanto registrato il mese scorso si riduce leggermente – al 3,8% – l’incremento del cumulato negli 11 mesi, con 119,1 g/km contro 114,7 g/km dello stesso periodo 2018. L’analisi delle immatricolazioni per fascia di CO2 elaborata dal Centro Studi e Statistiche Unrae rileva che, nel periodo gennaio-novembre, risultano ancora in aumento le vendite di vetture nelle fasce che godono dell’Ecobonus: fino a 20 g/km CO2 con un incremento del 110% (oltre il 300% per i soli privati) e del 29% nella fascia 21-70 g/km, che complessivamente rappresentano meno dell’1% delle vendite. L’unica fascia a registrare una (lieve) flessione è quella delle vetture che emettono tra i 71 e i 160 g/km di CO2, che rappresenta il 95% delle vendite. In aumento anche gli acquisti dei veicoli oltre i 160 g/km, penalizzati dal Malus: doppia cifra per la fascia 161-175 g/km di CO2 (+27,2%) e per quella 201-250 g/km (+39,9%) con, rispettivamente, 28.000 e 6.700 unità.

Un quadro generale, quello del mercato Italia, che non induce a ottimismo per il futuro. Anzi. “Il 2020, con l’entrata in vigore dei nuovi limiti europei alle emissioni di CO2 e delle relative sanzioni, sarà un anno estremamente critico per le Case auto già impegnate a sostenere investimenti miliardari per la elettrificazione e l’automazione – il commento di Michele Crisci, presidente di Unrae – In questo contesto, con una domanda debole e volatile, il quadro normativo italiano aggiunge incertezza a incertezza, nella assoluta mancanza di un approccio strategico coerente e di un orizzonte se non di lungo, almeno di medio periodo. Si susseguono proposte di provvedimenti scoordinati e incongruenti privi di una visione d’insieme, senza nessun coinvolgimento degli operatori di settore se non a cose fatte, con una tecnica ‘per tentativi’ che scatena il panico per poi dichiarare la massima apertura al dialogo e tornare sui propri passi”.

Ancora Crisci: “In questo modo, anziché lavorare di concerto per costruire un sistema di sostegno che garantisca un futuro a un settore in difficoltà, fondamentale per l’economia del Paese, il rischio è di giocare solo e continuamente di rimessa con un approccio a volte verniciato di ‘green’ ma senza una necessaria e condivisa visione strategica. Un esempio per tutti, la proposta di inasprimento della tassazione sulle auto in uso promiscuo, peraltro inizialmente formulata in totale inosservanza del principio di neutralità tecnologica: da oltre un mese tiene l’intera filiera sotto scacco e milioni di utilizzatori col fiato sospeso, in attesa di una versione definitiva che ancora non vede la luce. L’unico risultato – in vista di un extra gettito tutto da dimostrare – è stato sinora quello di congelare tutte le decisioni di acquisto aziendali, come si dovrà purtroppo constatare nei consuntivi dei prossimi mesi. Un anno molto faticoso volge al termine in un clima di assoluta incertezza per automobilisti e operatori che si trovano nell’impossibilità di pianificare le proprie attività: e il ‘tavolo automotive’, nel frattempo, aspetta ancora di essere convocato…”.
Mercato Italia – Novembre 2019 – immatricolazioni per marca

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