A un ottobre fiacco segue un novembre affetto da una incurabile bolsaggine. Il mercato continentale, stando a quanto comunicato da Acea, chiude il mese con un calo del 2,0%, immatricolando 1,06 milioni di passenger car. Un risultato che non sorprende nessuno, considerando il clima che l’Europa si trova ad affrontare, con costi energetici strutturalmente elevati e con il deterioramento del settore dei servizi, non più in grado di compensare la debolezza del settore manifatturiero, industria automobilistica in testa. In questo stato di cose, il mercato dell’auto, che a novembre fa registrare il quinto mese in negativo di quest’anno, risente delle incertezze crescenti e di una domanda inferiore a quella prevista. In termini previsionali, gli interventi di Bce sul costo del denaro e sul controllo dell’inflazione, pur con un forecast di crescita sul Pil rivisto al ribasso per i prossimi due anni, fanno intravedere ai più ottimisti un 2025 in lieve recupero. Nelle alimentazioni, l’auto elettrica a novembre ottiene un pareggio con una crescita contenuta allo 0,9%, ma solo grazie al poderoso contributo del Regno Unito che fa registrare un progresso del 58,4%, mentre i Paesi dell’Ue perdono il 9,5%, con le pesanti flessioni di Francia, Germania e Italia. Quanto alla Top 3 per Gruppo: Volkswagen +2,8%, Stellantis -10,8%, Renault +9,2%.
Chi non ha immaginato che il Concessionario sarebbe stato sostituito dalle piattaforme digitali e dalla vendita diretta?


