di Claudio Bardazzi
A novembre le preoccupazioni si attenuano lievemente sotto il doppio effetto delle dinamiche inflazionistiche abbastanza tranquillizzanti e del calo delle preoccupazioni geopolitiche, soprattutto dopo la firma di accordi di tregua in Medio Oriente (i preoccupati calano dal 46% al 31%). Qualche inquietudine in più si registra sul tema del recupero del potere d’acquisto (sempre troppo lento, basti pensare che i salari dal 2021 al 2025 sono aumentati dell’11%, i prezzi del 20%!). In calo anche la preoccupazione per il cambiamento climatico, al secondo posto a luglio dopo un giugno bollente.
In questo quadro, il 44% degli italiani si dichiara ottimista per il futuro. Certo occorre precisare, solo il 3% è pienamente ottimista, il 41% solo abbastanza. Un ottimismo tiepido, quindi, ma comunque crescente dopo il crollo del mese passato (l’indice era sceso al 36%), quando gli italiani in autunno sono tornati a fare i conti con la realtà dopo un’estate di leggerezza, spensieratezza e presa di distanza dalle preoccupazioni che avevano portato a una netta crescita dell’ottimismo e delle intenzioni d’acquisto. Un quadro, quello estivo, talmente positivo malgrado il contesto che ci aveva portato a parlare di “effetto ombrellone”, di “ebbrezza estiva” e della capacità delle famiglie di evadere e staccare da tutto durante le vacanze. Con le preoccupazioni mediamente in lieve calo e l’ottimismo in lieve crescita, a novembre anche le intenzioni d’acquisto evidenziano una lieve ripresa dopo il tonfo del mese scorso.
Cosa aspettarsi per il Black Friday? A poche settimane dall’evento promozionale, o dal suo culmine, visto che per molti rivenditori è già iniziato, le propensioni dei consumatori sembrano abbastanza tiepide. Coloro che dichiarano che faranno più acquisti quest’anno rispetto al 2024 sono il 10%, quelli che dichiarano che faranno meno acquisti il 22%. Il saldo fra i due dati è -12 pp. In mezzo ci sono quelli che tendenzialmente spenderanno quanto l’anno scorso (35%). E poi, quelli che potremmo definire gli “opportunisti”, quelli che non hanno in mente di sfruttare il Black Friday, quelli che al limite daranno un occhio alle offerte e decideranno se spendere in base alla loro convenienza (33%). La differenza significativa rispetto alla situazione del novembre 2024 riguarda proprio queste persone, quelli della strategia “aspettiamo&vediamo”, in aumento di 6 pp (dal 27% al 33% appunto).
Aumentano gli “opportunisti” del Black Friday e diminuiscono i suoi fan, quelli che lo aspettano per acquistare, quelli per i quali è un evento che conta.
Oggi il Venerdì Nero conta molto o abbastanza per circa il 40% dei consumatori intervistati, quando un anno fa questa percentuale era al 47%, un calo di attenzione che non definirei critico, ma di certo significativo. Non è detto che non ci sia ancora oggi la possibilità di ingaggiare con le offerte anche quel 60% di consumatori non particolarmente caldo verso l’appuntamento promozionale, ma serve qualcosa in più. Sarà importante saper attrarre e convincere il consumatore con sconti interessanti, ma anche con maggiori e migliori argomentazioni di vendita.
Chi non ha immaginato che il Concessionario sarebbe stato sostituito dalle piattaforme digitali e dalla vendita diretta?


