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Ormai ? evidente, l?auto ? una vacca

Facciamocene una ragione. Per il governo Monti (ma anche per i molti dei governi che lo hanno preceduto) l?automobile non ? pi? un bene da proteggere perch? erogatore di contributo al Pil, di posti di lavoro, di importante flusso di tasse alle casse dello Stato. Anzi, proprio per quest?ultima ragione, l?automobile ? divenuta la vacca da mungere senza piet?, da mungere anche quando il latte ? ormai agli sgoccioli.
Il fatto assume evidenza nell?ultima decisione presa dal governo, che ha ritenuto di dover fare ricorso ad un taglio netto dei gi? ridotti vantaggi (rispetto agli altri grandi Paesi europei) concessi alle auto aziendali. E cos?, per l?ennesima volta, l?automobile ? diventata la fonte pi? facilmente raggiungibile per tirar su ancora qualche centinaio di milioni? necessari a risolvere altri problemi di cassa del nostro martoriato Paese.
D?altronde, l?automobile (36 o 34 milioni che siano quelle veramente circolanti) ha una tale diffusione nel nostro Paese da rendere automatico il ricorso ad essa quando si tratta di fare cassa. I grandi numeri rendono tutto molto facile. L?elevato numero di auto circolanti rende semplice l?accumulo degli euro necessari, ma ormai ? avendo raschiato il fondo del barile – spesso le misure adottate alla fine si dimostrano clamorosi errori. Cos? il superbollo sulle auto pi? potenti non render? l?atteso gettito, cos? la nuova IPT per ora ha essenzialmente spostato il luogo dove le societ? di noleggio vanno a fare le loro immatricolazioni, cos? la gente ha ricominciato a prendere i mezzi pubblici perch? non ha i soldi per pagare il carburante sovraccarico di accise.

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