Dal 1° gennaio 2028 i Paesi Bassi potrebbero introdurre una profonda riforma fiscale con il nuovo sistema “Box 3”, che prevede una tassazione del 36% sui rendimenti effettivi, incluse le plusvalenze non realizzate. Il provvedimento, già approvato dalla Camera e in attesa del via libera definitivo del Senato, punta a rendere il sistema più aderente ai guadagni reali degli investitori, superando il modello basato su rendimenti presunti .
Tuttavia, la misura sta sollevando preoccupazioni sui mercati per il rischio di fuga di capitali e perdita di attrattività fiscale del Paese. Un tema rilevante anche per il settore automotive: negli ultimi anni i Paesi Bassi si sono affermati come hub societario per diversi gruppi internazionali, tra cui Stellantis.
Per il gruppo nato dalla fusione tra Fca e Psa, che mantiene nei Paesi Bassi la sede legale, eventuali cambiamenti nel quadro fiscale potrebbero avere effetti indiretti. In particolare, una maggiore pressione sugli investitori potrebbe ridurre l’attrattività del sistema olandese per le holding, influenzando strategie finanziarie, governance e allocazione dei capitali.
In prospettiva, la riforma potrebbe quindi spingere grandi gruppi industriali a rivalutare la localizzazione delle proprie strutture societarie in Europa, con possibili ripercussioni sull’equilibrio degli hub fiscali e sull’intero ecosistema automotive.


