Prosegue l’andamento al ribasso, dicembre -4,9%. Il 2024 si chiude in parità (-0,5%) con 1,56 milioni
A dicembre Fiat perde il 41,2% ed esce dal podio scivolando in quinta posizione, alle spalle di Volkswagen, Toyota, Renault e Dacia.
Dicembre non concede spazio al mercato dell’auto e, sebbene forte di due giornate di vendita in più, perde il 4,9% con l’immatricolato di 105.715 autovetture. Il 2024 si chiude con un calo dello 0,5%, con la quinta flessione mensile consecutiva, la settima dall’inizio dell’anno, e con un consuntivo di 1,56 milioni di autovetture. Ancora una volta è l’elevata incertezza disposta su più livelli la causa di questa tendenza al ribasso. Incertezza sul Pil nazionale, volatilità dei consumi, l’industria in crisi, export debole, Eurozona affaticata. I pochi fattori congiunturali con spinta propulsiva, come la ridotta inflazione, il conseguente calo dei tassi d’interesse o l’attuazione del Pnnr, sono frenati da ostacoli strutturali. Se a tutto questo si sommano le incertezze legate al mondo dell’auto, come il costo dei veicoli o la transizione elettrica, non è poi così complicato leggere la struttura del mercato per utilizzatore: tre segmenti in calo, due in parità. Partendo dalle buone notizie, a dicembre le autoimmatricolazioni fanno segnare una contrazione dell’11,2%, anche se il bilancio di fine anno porta una crescita di oltre il 10%, con un volume di poco inferiore alle 180mila unità, per una quota dell’11,3%. I Privati, ancora una volta, riescono a fare meglio del mercato e chiudono dicembre con un calo dello 0,2%, portando il 2024 a +3,7%. Anche le Società vanno in pari con un progresso dello 0,3%. Non rimane che il Noleggio, con il Lungo Termine protagonista di un ulteriore crollo in doppia cifra che fissa il risultato dell’anno appena trascorso a quota -18,8%, con rappresentatività al 19,9%. Il Breve Termine a dicembre perde il 15,3%, ma si mantiene abbondantemente in positivo nel cumulato con un progresso del 23,2%. Ora le alimentazioni a partire dall’elettrico che archivia il 2024 immatricolando 66mila Bev per un calo dello 0,9% e una quota del 4,2%, la stessa del 2023. Bene tutte le ibride tranne le Plug-in che accusano un calo del 25% nell’anno riducendo la propria quota di un punto percentuale al 3,3%. Sul fronte dei singoli marchi, a dicembre Fiat perde il 41,2% ed esce dal podio scivolando in quinta posizione, alle spalle di Volkswagen, Toyota, Renault e Dacia.
Prosegue l’andamento al ribasso, dicembre -4,9%. Il 2024 si chiude in parità (-0,5%) con 1,56 milioni
Dicembre non concede spazio al mercato dell’auto e, sebbene forte di due giornate di vendita in più, perde il 4,9% con l’immatricolato di 105.715 autovetture. Il 2024 si chiude con un calo dello 0,5%, con la quinta flessione mensile consecutiva, la settima dall’inizio dell’anno, e con un consuntivo di 1,56 milioni di autovetture. Ancora una volta è l’elevata incertezza disposta su più livelli la causa di questa tendenza al ribasso. Incertezza sul Pil nazionale, volatilità dei consumi, l’industria in crisi, export debole, Eurozona affaticata. I pochi fattori congiunturali con spinta propulsiva, come la ridotta inflazione, il conseguente calo dei tassi d’interesse o l’attuazione del Pnnr, sono frenati da ostacoli strutturali. Se a tutto questo si sommano le incertezze legate al mondo dell’auto, come il costo dei veicoli o la transizione elettrica, non è poi così complicato leggere la struttura del mercato per utilizzatore: tre segmenti in calo, due in parità. Partendo dalle buone notizie, a dicembre le autoimmatricolazioni fanno segnare una contrazione dell’11,2%, anche se il bilancio di fine anno porta una crescita di oltre il 10%, con un volume di poco inferiore alle 180mila unità, per una quota dell’11,3%. I Privati, ancora una volta, riescono a fare meglio del mercato e chiudono dicembre con un calo dello 0,2%, portando il 2024 a +3,7%. Anche le Società vanno in pari con un progresso dello 0,3%. Non rimane che il Noleggio, con il Lungo Termine protagonista di un ulteriore crollo in doppia cifra che fissa il risultato dell’anno appena trascorso a quota -18,8%, con rappresentatività al 19,9%. Il Breve Termine a dicembre perde il 15,3%, ma si mantiene abbondantemente in positivo nel cumulato con un progresso del 23,2%. Ora le alimentazioni a partire dall’elettrico che archivia il 2024 immatricolando 66mila Bev per un calo dello 0,9% e una quota del 4,2%, la stessa del 2023. Bene tutte le ibride tranne le Plug-in che accusano un calo del 25% nell’anno riducendo la propria quota di un punto percentuale al 3,3%. Sul fronte dei singoli marchi, a dicembre Fiat perde il 41,2% ed esce dal podio scivolando in quinta posizione, alle spalle di Volkswagen, Toyota, Renault e Dacia.
Chi non ha immaginato che il Concessionario sarebbe stato sostituito dalle piattaforme digitali e dalla vendita diretta?