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Stellantis, 2 miliardi di euro per le fabbriche, senza sussidi pubblici

Il Piano Italia, che si estende fino al 2030, prevede una crescita del 50% nel 2026.

Prende forma il piano industriale di Stellantis per l’Italia, presentato nel corso del tavolo che si è tenuto il 17 dicembre presso il Ministero delle Imprese e del made in Italy, presieduto dal ministro Adolfo Urso e che ha visto la partecipazione del Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, del Ministro del Lavoro Marina Calderone, e della delegazione Stellantis, rappresentata dal Responsabile Stellantis Europa Jean-Philippe Imparato. Presenti anche i rappresentanti delle Regioni in cui insistono gli stabilimenti del Gruppo, di Anfia e dei sindacati. Jean Philippe Imparato ha presentato un piano di sviluppo per l’Italia, con obiettivi immediati e a lungo termine per ogni stabilimento. La Fiat 500 ibrida sarà prodotta a Mirafiori, mentre le nuove Alfa Romeo Stelvio e Giulia a Cassino, e la Jeep Compass ibrida e i modelli DS 7 e 8 a Melfi. La Fiat Panda continuerà fino al 2030, e a Pomigliano d’Arco sono previste due nuove compatte. Le piattaforme Stla per veicoli elettrici entreranno in produzione nel novembre 2025. Stellantis investirà 2 miliardi di euro nel 2025 e 6 miliardi nei fornitori italiani, senza ricorrere a sussidi pubblici. Il Piano Italia, che si estende fino al 2030, prevede una crescita del 50% nel 2026. Il Governo si è trovato in accordo con Stellantis, segnando l’inizio di una nuova fase di collaborazione, e stanziando 1,6 miliardi di euro per il triennio 2025-2027 per supportare innovazione e Pmi del settore automotive. Tuttavia, i sindacati hanno espresso preoccupazione per le risorse e l’occupazione, chiedendo risposte concrete su temi come la Gigafactory di Termoli e la situazione Maserati.

Non ci sono piani di fusione con Renault.

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