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Tutti in rosso gli indici per dicembre. Livelli bassi, che sembrano strutturali

Un altro prevedibile crollo del mercato, il quinto consecutivo mensile, nonché il settimo calo a doppia cifra del 2021, anno in cui a registrare il segno più sono stati soltanto i mesi che si sono confrontati con il periodo di lockdown del 2020, il quadrimestre marzo-giugno. La previsione di un Panel fin troppo ottimista si scosta, per eccesso, di circa cinque punti percentuali dall’immatricolato ufficiale. Le cause della crisi, sempre le stesse: l’insufficiente fornitura di microchip, gli incentivi già esauriti per le autovetture di volume e la quarta ondata del Covid, ormai conclamata. L’Unrae continua a promuovere un piano di incentivi strutturale e pluriennale, che sostenga adeguatamente la transizione verso la decarbonizzazione,  chiedendo a gran voce incentivi con rottamazione, al fine di non vanificare gli sforzi e i conseguenti benefici a favore dell’ambiente. La previsione del Governo di bloccare le vendite di veicoli endotermici a partire dal 2035, secondo l’Associazione delle Case estere in Italia, non è, al momento, adeguatamente supportata da investimenti per la creazione di infrastrutture o per incentivare l’acquisto di veicoli di ultima generazione. Manca inoltre una riforma fiscale per alleggerire le aziende italiane in merito a detraibilità e deducibilità per i veicoli aziendali. Tanta strada da fare, quindi. Intanto, nelle concessionarie dei nostri Panelisti abbondano i segnali del momento di crisi: raccolta ordini di novembre a -8,33% rispetto a ottobre e in calo di un punto percentuale la quota di preventivi convertiti in ordini. In pesante calo la media generale dei contatti, ridottasi a meno di 400. Calano in particolare i contatti realizzati attraverso i social, con una media attestatasi poco sotto il 200. Media venditore passata dalle 10 auto di ottobre alle 8 di novembre e tempi di consegna ancora dilatati: 121 giorni. Gli unici segni positivi del mese riguardano la raccolta ordini in concessionaria di novembre, che segna il +4,26% su novembre 2020 e la quota dei lead convertiti in contratti che cresce fino al 14,5% rispetto al 9,2% di ottobre. Fra le auto più vendute Peugeot 3008, Citroën C3 e l’immarcescibile Panda. Vista la situazione generale, con il Governo alle prese con la terza dose del vaccino, e con l’assenza di incentivi all’orizzonte, non può che essere negativa anche la previsione per dicembre: il nostro Panel pronostica appena 104.843 immatricolazioni, per una diminuzione dell’11,67% su dicembre 2020, mese che già presentava di suo un serio ammanco rispetto al dicembre 2019 (-14,83%). Basso il ricorso previsto alle Km0 (1%). Praticamente in parità la previsione della raccolta ordini (-0,13%), anche se c’è, tra i Panelisti, chi ha dichiarato un preoccupante -60%… La previsione riguardante le auto ad alimentazione alternativa, che sfiora il 30%, è più alta rispetto a quelle dei mesi precedenti, ma non ancora in linea con l’effettiva realtà del mercato. Si pensi che, a novembre, le auto a Gpl, a metano, le ibride elettriche, le ibride plug-in e le elettriche pure hanno costituito, nel loro insieme, il 47% dell’immatricolato.

All’insegna del segno meno il panorama degli sconti nazionali, con le Benzina, le Diesel e le Alternative che perdono nell’ordine 3,12, 4,25 e 0,16 punti percentuali rispetto al mese precedente. Tre soli segni più nel dettaglio delle aree geografiche: si rilevano aumenti, seppur di pochi decimali, per le Benzina al Centro Italia (+0,55) e di 1,15 e 1,25 punti rispettivamente al Nord e al Centro per gli sconti relativi alle Alternative. Il Sud registra importanti riduzioni per tutte le alimentazioni. Le Benzina perdono 8 punti, le Diesel 6, e le Alternative ben 12 punti.

Diesel scoppiettante a livello nazionale: di quasi 10 punti l’aumento delle consegne e di oltre 5 punti quello degli ordini. Anche al Nord regna il segno più, con un importante aumento delle consegne di quasi 10 punti e di 2,64 punti per gli ordini, in linea quindi con le medie nazionali. In calo il Sud/Isole con segni meno per entrambe le categorie (-2,25 e -0,90 rispettivamente), mentre il vero exploit si rileva al Centro Italia con aumenti a doppia cifra sia per le consegne (+22 punti) sia per gli ordini (+17). 

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