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Tutto per colpa del Grinch deal

Per la domanda, parlando di elettrico, oltre agli early adopter, oggi il mercato dispone di un nutrito stuolo di indecisi, pronti a mettere in campo la propria strategia di mobilità a patto che i prezzi delle auto (tutte quante) si facciano, pure vagamente, abbordabili.

La sospensione dell’incredulità è alla base di ogni opera di finzione. Si tratta di un concetto legato al patto narrativo stipulato tra lettore e scrittore all’inizio di ogni storia. Il lettore si affida alle parole dello scrittore e le prende per vere, senza condizioni. Un esempio è quello che ci fa accettare che l’Uomo Ragno possa camminare sui muri e volare da un grattacielo all’altro appeso per i polsi con dei fili da cucito. Una cosa divertevole, che dà spazio alla fantasia.
Un abuso della sospensione dell’incredulità può tuttavia portare alla creazione di modelli di bassa qualità, capaci di generare ironia e parodia. È il caso del bestseller di questi mesi. Il soggetto lo conosciamo bene: il Grinch deal, solo casualmente verde, si aggira per il mondo a bordo di un’auto elettrica, sfasciando economie e mettendo sul lastrico costruttori, banche, indotti, famiglie, persone…
Un’ipotesi che lo stesso Guglielmo di Occam con il suo affilato rasoio eviterebbe di prendere in considerazione, spostando l’attenzione di questa crisi dal Green deal verso dinamiche economiche più complesse delle visioni politiche di pubblico dominio.
Rimanendo sul principio metodologico della parsimonia indicato da Guglielmo, per quanto riguarda l’offerta, i problemi riguardano l’efficienza produttiva e quindi i prezzi delle auto. Per la domanda, parlando di elettrico, oltre agli early adopter, oggi il mercato dispone di un nutrito stuolo di indecisi, pronti a mettere in campo la propria strategia di mobilità a patto che i prezzi delle auto (tutte quante) si facciano, pure vagamente, abbordabili. Per inciso, al momento, la strategia di mobilità rimane il prodotto da vendere più interessante.
Dicevamo che l’allontanamento tra domanda e offerta è causato dal prezzo delle auto e dalla perdita del potere d’acquisto. Una convergenza auspicata da più parti, ma che al momento viaggia su binari ostinatamente paralleli.
Ma sospendiamo ancora l’incredulità stimolando la fantasia e parliamo dell’assunto dove i soldi si fanno con i soldi e il resto conta solo relativamente. La notizia dei primi giorni di dicembre – messa in ombra dalla vicenda Stellantis – è l’acquisto da parte di BlackRock di HPS Investment Partners per 12 miliardi di dollari.
BlackRock non ha bisogno di presentazioni: gestioni patrimoniali per oltre 10mila miliardi di dollari e partecipazioni in Stellantis, in General Motors, ma anche in Ford e BYD, Tata, Hyundai India e Toyota.
Fondata nel 2007 da ex banchieri di Goldman Sachs, HPS si è affermata nel settore del credito privato. L’acquisizione da parte di BlackRock di HPS dimostra che la battaglia tra prestiti pubblici e privati è alla disperata ricerca di una tregua.
In questo modo BlackRock entra nel mondo in rapida crescita del credito privato, costituito da prestiti personalizzati negoziati direttamente con le aziende mutuatrici.
Risale al recente 2016 il primo prestito non bancario a superare il miliardo di dollari. Una pietra angolare nella crescita del settore del credito privato, in cui i prestiti vengono concessi da investitori istituzionali piuttosto che da banche tradizionali. Nel 2024 il valore totale dei crediti concessi dalle Case automobilistiche attraverso prestiti finalizzati e leasing per l’acquisto di veicoli ha mostrato una crescita significativa, con l’importo medio di ciascun finanziamento cresciuto in linea con il rialzo dei prezzi medi delle automobili.
Il mercato dei finanziamenti oggi è per il 65% nelle mani delle captive delle Case auto, ma nel contesto attuale dove i mutuatari vogliono denaro il più economico possibile, gli investitori cercano i rendimenti migliori e le banche vogliono meno rischi, forse la finanza alternativa, così vicina al mondo dell’auto, potrà fare in modo che domanda e offerta possano avvicinarsi alla convergenza facilitando una parte del problema.
Auguri e occhio al Grinch!

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