Segnali di pessimismo economico negli Stati Uniti stanno emergendo tra gli investitori globali e i consumatori americani, mentre il Presidente Donald Trump procede con i suoi piani tariffari. Ieri, le borse negli Stati Uniti e in Asia sono scese, così come i rendimenti dei titoli del Tesoro Usa, dopo che Trump ha promesso di andare avanti con i dazi contro Messico e Canada. Anche il bitcoin, considerato un investimento favorevole in relazione alle politiche di Trump, ha subito un calo. Gli analisti di Wall Street iniziano a esprimere preoccupazioni su un mercato sopravvalutato, mentre crescono le paure degli americani riguardo all’inflazione: un indice di fiducia dei consumatori pubblicato ieri ha registrato il suo maggior calo mensile dal mese di agosto del 2021. La spinta di Trump sui dazi suggerisce che, tra le sue due priorità – un mercato azionario in forte crescita e una politica commerciale ritorsiva improntata sull’“America First” – stia prevalendo la seconda.
Tutto questo mentre gli esperti sulle relazioni Usa-Cina sono divisi sulla questione se l’amministrazione Trump sia stata davvero così dura con Pechino come molti avevano previsto. Finora, le misure di Washington relative alla Cina sono “relativamente deboli”, ha scritto Noah Berman di The Wire China: gli aumenti tariffari sono inferiori a quelli inizialmente proposti da Trump, TikTok è ancora attivo e i due Paesi starebbero esplorando un nuovo accordo commerciale. Questo approccio, diverso da quello del primo mandato di Trump, ha reso l’establishment repubblicano in materia di politica estera “molto nervoso riguardo alla direzione che stiamo prendendo con la Cina”, ha affermato un esperto di sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Tuttavia, una recente serie di mosse politiche e nomine di stampo più aggressivo, tra cui un memorandum che definisce la Cina un “avversario”, suggerisce che Washington si stia “preparando a politiche più dure” nei confronti di Pechino.


