Volkswagen Group ha chiuso il terzo trimestre del 2025 con una perdita operativa di circa 1,3 miliardi di euro, segnando il primo risultato negativo dal 2020 per il colosso automobilistico tedesco. Nel medesimo periodo dell’anno precedente, il gruppo aveva registrato un utile operativo di circa 2,8 miliardi €.
Le ragioni principali della perdita includono: da un lato, la ristrutturazione e le svalutazioni mirate alla controllata Porsche – che ha dovuto rinviare piani EV e far marcia indietro sull’elettrificazione – con oneri pari a circa 4,7 miliardi € nei primi nove mesi. Dall’altro, l’impatto dei dazi Usa sulle importazioni: Volkswagen prevede che queste misure possano costarle fino a 5 miliardi € nel 2025.
Il risultato riflette l’ambiente congiunturale complesso per l’industria automobilistica europea: forte pressione sui margini, costi elevati legati alla transizione verso l’elettrico, e il peso della strategia commerciale internazionale. Nel terzo trimestre l’azienda ha evidenziato che la realizzazione degli obiettivi annuali dipenderà fortemente dalla disponibilità di semiconduttori – in particolare quelli prodotti dalla olandese Nexperia – segnalando possibili ulteriori rischi operativi.
Nonostante la flessione, Volkswagen ha confermato la guidance per l’intero 2025, prevedendo un margine operativo tra il 2 % e il 3 % e ricavi intorno al livello dello scorso anno. Tuttavia, il management ha sottolineato che tale scenario richiede la piena tenuta della catena dei chip e nessuna escalation dei dazi o altri fattori esterni.
In sintesi, il trimestre negativo segna uno spartiacque per Volkswagen: di fronte al rallentamento del business tradizionale, alle costose revisioni strategiche di Porsche e all’incertezza sulle tariffe Usa e l’approvvigionamento di componenti, il gruppo è chiamato a rafforzare le efficienze operative e a ridefinire il suo posizionamento globale.
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